È di nascita recente l’azienda Campo al Signore, produttrice di vini di Bolgheri, che ho avuto il piacere di conoscere all’ultima edizione dell’Only Wine Festival.

Ringrazio Emanuele Kottakis per avermi presentato Luca e Valentina, i titolari di questa nuova realtà nproduttrice di vini di Bolgheri nel cuore della zona.

Luca e Valentina mi raccontano di essere stati colti da un desiderio profondo di possedere uno spazio in campagna in cui riprendere i ritmi lenti e lontani dalla frenesia quotidiana. Nel 2010 acquistano un casale in Bolgheri e lo trasformano, grazie ad attenti lavori di ristrutturazione in una residenza calda ed accogliente. Al piano interrato la cantina di vinificazione, la barricaia, la libreria dei vini ed una sala degustazione. La tenuta contempla anche un box con macchine d’epoca, di cui Luca è collezionista.

Intorno orto, giardino, vigne, uliveto e frutteto. L’azienda Campo al Signore si trova in Toscana lungo la via bolgherese, la strada che porta da Castagneto Carducci, al famosissimo viale di Bolgheri, su un territorio vocato alla viticoltura, protetto dalle colline e dalla vicinanza al mare.

I vini vengono prodotti nel pieno rispetto della natura e dei grappoli che vengono vendemmiati a più riprese.

Nell’attesa di visitare la loro tenuta ho degustato con loro:

Vino Rosato di BolgheriRosato Bolgheri DOC 2019, Sangiovese 60% Merlot 40%, vendemmiati nell’ultima decade di agosto. Vinificazione in bianco di grappoli diraspati e pigiati in modo soffice. Questo rosato si ottiene dal salasso di una parte di mosto. Affinamento di almeno 6 mesi sulle proprie fecce.

In etichetta Luca e Valentina in un’opera di Missaglia per un rosato dal colore delicato.

Al naso intenso con profumi di frutti estivi, pesca, albicocca ed una nota agrumata. Buona struttura ed acidità. Un vino che si beve molto volentieri.

 

 

vini di Bolgheri merlot campo al SignoreBolgheri 100% Merlot 2018, vendemmiato nella seconda decade di settembre.I grappoli diraspati non vengono pigiati in modo da rispettare la massima integrità delle bucce. Durante la fermentazione alcolica vengono eseguiti frequenti follature per favorire l’estrazione dalle vinacce di aromi, colore e tannini. Terminata la macerazione, che può variare da 8 a 12 giorni, si effettua la svinatura, cui segue la malolattica e l’affinamento in botti di rovere da 500 litri. Dal colore rubino profondo emergono intensi profumi di amarena matura e mora. Il sorso è caldo e morbido, ricco.

 

Chiude la degustazione Campo al Signore 2017. Cabernet Sauvignon 50%, Merlot 40% , Petit Verdot 10 %, vendemmiati a partire dalla terza decade di settembre.

Cabernet Sauvignon e Petit Verdot sono vinificati con i raspi. Dopo la svinatura ed il travaso il vino compie la malolattica. CAMPO AL SIGNORE DOC Bolgheri è affinato in botti di rovere da 500 litri. Ha già vinto dei premi (Councours Mondial Bruxelles 2020 – The United Nations of Fine Wine: The Silver Medal Campo al Signore Rosso 2016) questo vino che rappresenta al meglio la filosofia aziendale in cui si fondono studio e sperimentazione.

Un vino elagante, caldo e morbido, con un tannino ben integrato.

Le sorprese non sono finite, attendo di visitarli in cantina e di degustare i loro vini di Bolgheri, frutto di un nuovo progetto in collaborazione con Jamin, start up italiana leader degli affinamenti subacquei.

La Denominazione Bolgheri DOC

Etruschi e poi romani sono stati i primi coltivatori della vite a Castagneto Carducci e produttori di vini di Bolgheri in pieno territorio della DOC.

In epoche più recenti e esattamente nel medioevo furono i religiosi insediatisi nella zona a praticare la coltivazione delle uve Bolgheri. Risale però 1790 l’anno in cui ci fu un’evoluzione della produzione del vino con l’inzio dell’utilizzo di impianti tenologici.

La capacità produttiva inizio progressivamente ad aumentare.

Agli inizi dell’800 iniziò la vera sperimentazione sui terreni che poi divennero famosi in tutto il mondo per la produzione di vini rossi Grand Tuscany e per la precisione a Castelluccio e alle Capanne di Castiglioncello. E’ il periodo della grande influenza francese. Le scelte viticole fatte infatti venivano giudati dai principi della cultura vitivinicola d’oltralpe allora avanzatissima rispetto alla nostra.

La Tenuta San Guido, di proprietà del conte Guido Alberto della Gherardesca è il motore delle scelte che avrebbero poi pagato in fututo. E’ il Conte che sceglie di impiantare i vitigni francesi Gamay, Cabernet e Syrah. Da Bologna arriva ad iutarlo Giuseppe Mazzanti. Fu lui che selezionò le migliori parcelle di terreno dove impiantare le barbatelle importate dalla Francia. Bolgheri era diventata una piccola Francia nel cuore della Toscana.

Ma il verò salto di qualità e sopratutto di riconoscimento della qualità dei vini rossi della zona avviene intorno agli anni ’80 quando il Sassicaia si piazza al primo posto in una degustazione organizzata dalla prestigiosa rivista Decanter tra i migliori cabernet di tutto il mondo.

Nel 1985 ottiene ancora i massimi riconoscimenti in una degustazione del Grand Jury Européen, con i Grands Crus di Bordeaux.