Cristian Specogna conduce insieme al fratello l’attività iniziata nel 1963 dal padre. 

L’Azienda Agricola Specogna si trova a Corno di Rosazzo, un angolo d’Italia dalle caratteristiche davvero particolari. In questa terra di confine, con il più alto numero di trincee, il clima ed il terreno si uniscono in un connubio eccezionale per la viticoltura. La presenza di mare e monti, l’ottima ventilazione e la PonKa ricca di sali minerali, fossili e marne disegnano il profilo interessante dei vini che nascono qui.

Con un lavoro totalmente manuale Cristian segue 160.000 piante di viti su 25 ettari di terreno distribuiti su un anfiteatro a 360° di esposizione. Qui, nell’Azienda Agricola Specogna lo stesso vitigno, che si estende su versanti differenti, beneficia a sud-est e nord-est di temperature notturne più basse che regalano freschezza ai bianchi aromatici e a sud-ovest di maggiore luce e calore che conferiscono ai rossi struttura, corpo e concentrazione. 

Studio, ricerca e zonazione sono dietro ogni etichetta. Saper cogliere tutte le sfumature del terreno per poterlo valorizzare fa parte della filosofia di Cristian. 

La conduzione biologica dell’Azienda Agricola Specogna con presenza di un bosco tra i vigneti a salvaguardia della biodiversità e degli sbalzi di temperatura, ne completano il profilo.

L’uso sapiente del legno, impiegato non per i sentori ma per la traspirazione, fanno parte di quei processi che tendono a portare i vini verso l’equilibrio.

Incontro Cristian nella sua vigna Rocca Bernarda, quando la Ribolla Gialla, da lui allevata a candelabro, comincia a scaldare i colori. 

Il tuo primo ricordo legato al vino

Le camminate in vigneto con mio nonno e mio padre…che sin da bambino mi portavano insieme a loro a vivere la vigna ed i momenti che scandivano le stagioni in campagna! In pratica ho iniziato a camminare in vigneto. 

La sensazione anche non sensoriale del primo assaggio

Ricordo ancora quando mio padre mi fece assaggiare il primo calice di vino. Un PICOLIT! E ricordo perfettamente il racconto di tutte le sfumature che secondo lui dovevo sentire. Ovviamente all’ epoca non riuscivo a comprenderle e percepirle, ma vivevo quei racconti con grande entusiasmo perché sembrava mi stesse narrando una storia fantastica.

Cos’è il vino per te?

È vita e lo dico sinceramente. Vivo questo mestiere e la produzione del vino non tanto come un lavoro, quanto come un percorso che la mia famiglia sta portando avanti da tre generazioni… ed è per me un orgoglio poterlo vivere quotidianamente.

Il ricordo più emozionante legato al vino

La mia prima vinificazione di un’uva. È un passaggio molto importante all’interno di una famiglia di vignaioli. Ti porta ad assumere le responsabilità che ciò comporta e ti fa comprendere l’impegno e la costanza che richiede.

Un aneddoto legato al vino che ti sta a cuore?

Grazie al vino ho conosciuto mia moglie! Lavorava in un’enoteca in cui portavo le nostre bottiglie. Attorno ad un buon calice è nata la nostra conoscenza e tutto ciò che ne è seguito.

Raccontami la tua storia

È la storia di un ragazzo nato in una famiglia di vignaioli che dal 1963 porta avanti un sogno con L’Azienda Agricola Specogna. Un sogno legato al far conoscere la qualità dei vini che nascono nel nostro territorio e che ci porta quotidianamente ad impegnarsi al massimo nel nostro lavoro e nel far scoprire le peculiarità delle nostre colline.

Ora raccontami la tua storia senza vino 

È talmente parte di me questo mondo che mi è davvero difficile pensare a cosa sarebbe stata la vita senza questo percorso. Il vino aggiunge alla mia storia momenti indimenticabili, progetti, voglia di migliorarmi, convivialità e condivisione della mia passione.

Toglie del tempo libero, in quanto noi siamo legati ad un lavoro che segue il clima e le stagioni, molte volte non esistono sabati, domeniche, ferie. E spesso toglie il sonno… in vendemmia, quando bisogna decidere il momento ottimale della raccolta oppure in estate quando all’ orizzonte si intravedono nubi che potrebbero portare non solo pioggia.

Al di là di tutto sono convinto che la mia vita senza vino sarebbe sicuramente più triste! Ma in Friuli è impossibile che il vino non entri a far parte della convivialità tra amici perché nei locali e nelle osterie il buon ‘taj di vin’ è onnipresente! E qui non conosco molti astemi.

Innovazione, tradizione e intuizione

Sono esattamente ciò che sto cercando di portare avanti nel mio percorso. Guardare agli insegnamenti del passato con occhi nuovi per essere capaci di adattarli alle condizioni di oggi ed intuire quindi come valorizzare sempre più la qualità del prodotto.

Cosa ti porti delle esperienze fatte nelle altre aziende? 

Ogni esperienza, ogni viaggio in altri territori, ogni conoscenza con altri vignaioli mi ha permesso di apprendere informazioni ed aspetti che mi hanno aiutato a scoprire sempre più il mondo del vino ed al contempo, una volta rientrato in azienda, a comprendere ancor meglio le potenzialità del nostro territorio. Poi bisogna essere capaci a tradurre queste esperienze in pratiche attuabili nella propria realtà. Perché ogni situazione richiede intuizioni diverse che non possono essere omologate per ogni regione.

Raccontami Il territorio dei tuoi vini

Abbiamo la fortuna di coltivare la gran parte delle nostre vigne sulle colline di Rocca Bernarda a Corno di Rosazzo, nel cuore del vigneto Friuli. Terre ad alta vocazione viticolo-enologica dove la pianta della vite trova condizioni ideali sin dai tempi Romani, in quanto in questo lembo dei Colli Orientali il clima presenta delle peculiarità uniche ed eccezionali per la viticoltura di qualità. Nello spazio di alcune decine di chilometri si passa infatti dalla catena delle alpi Carniche e Giulie che proteggono dai freddi venti del Nord Europa, alle acque dell’Adriatico che mitigano notevolmente le temperature. Al contempo, le colline del nostro territorio beneficiano anche di notevoli escursioni termiche (molto importanti per la valorizzazione delle caratteristiche organolettiche dei vini) che sono inoltre ampliate dai venti della Bora che aiutano anche a spazzare le umidità che altrimenti, soprattutto nel periodo vendemmiale, potrebbero essere fonte di avversità crittogamiche. Tutto ciò unito ai particolari terreni costituiti dalla cosiddetta ponka, cioè un flysch formatisi in epoca eocenica per sedimentazione e successiva compattazione di depositi clastici costituiti da un’ alternanza di strati di spessore variabili di marne (argille- calcaree) ed arenarie (sabbie-calcificate), che garantiscono condizioni di tessitura del terreno e ricchezza in minerali ed oligoelementi ottimali per le uve di alta qualità.

Raccontami I tuoi vini

Vogliono trasmettere l’identità delle nostre terre. Vini che che si fanno apprezzare per eleganza e pulizia e che si fanno bere con grande piacevolezza anche nelle versioni riserva più particolari.

I nomi dei tuoi vini

I nomi vogliono sintetizzare un progetto dietro ad un vino.

Per esempio Identità è il nome dato al nostro uvaggio bianco da uve autoctone di Tocai Friulano, Ribolla Gialla e Malvasia. Il classico “bianco” delle nostre colline. Tre uve tipiche del territorio che unite vogliono far comprendere l’identità e le tradizioni dei nostri vini.

Duality rappresenta l’essenza che racchiude la nostra riserva di Sauvignon Blanc. In questo vino usiamo le uve di due vigneti che hanno la peculiarità di essere posizionati nei due versanti opposti della nostra collina. Da qui nasce la Dualità… due estremi che si uniscono per trovare l’equilibrio.

L’Oltre è un nome di fantasia dato al nostro rosso riserva perché con questo prodotto vogliamo cercare di dimostrare che il Friuli può essere anche una grande terra di vini da uve a bacca nera. Vogliamo andare “oltre” i pregiudizi e dar la luce ad un prodotto che vada “oltre” la normale qualità.

Le etichette delle riserve dell’Azienda Agricola Specogna sono molto eleganti, una scelta accurata di materiale e font

Ho voluto cercare di valorizzare il più possibile anche la parte estetica di queste bottiglie. D’altronde anche l’occhio vuole la sua parte. Su questi vini abbiamo cercato di utilizzare bottiglie ed etichette che permettessero già al primo sguardo di comprendere l’ importanza ed il valore di questi prodotti.

Qual è il vino dell’Azienda Agricola Specogna con cui ti senti più in sintonia e perché

Il Pinot Grigio ramato riserva, perché è un progetto al quale siamo da sempre molto legati. Spesso, erroneamente, molti guardano questo vitigno con scetticismo e senza intravedere molta potenzialità. Noi, invece, reputiamo che quest’uva nel momento in cui viene coltivata nei luoghi adatti e prodotta con i metodi ottimali possa dare la luce ad uno dei vini più interessanti del nostro territorio! E la versione ramata, che nasce da una macerazione sulle bucce, è una vinificazione che mi affascina moltissimo applicata a questo vitigno.

Quello invece che reputi più difficile

Il Pignolo. Questo rosso autoctono in molte annate risulta davvero ‘pignolo’ nella sua gestione.

Cos’è la passione?

Vi sono molte frasi fatte su questo argomento, ma secondo me la passione è ciò che ti porta a non mollare mai di fronte alle difficoltà e a non farti pesare gli orari lunghissimi e le domeniche dedicate al lavoro che questo mestiere richiede.

Una parola nel mondo del vino che ti piace

Equilibrio.

Una parola nel mondo del vino che ti rappresenta

Eleganza, è ciò che spero di riuscire a far emergere

Se i tuoi vini fossero delle canzoni?

Gioia Infinita dei Negrita

Se fossero delle scene di un film?

La ricerca della Felicità, perché insegna che non bisogna mai perdersi d’ animo di fronte alle difficoltà ed alla fine si possono ottenere grandi risultati. E nella viticoltura è così. Possono esserci annate molto difficili, ma se si continua con massimo impegno e serietà a lungo termine si otterranno grandi risultati e vini che ne sono la dimostrazione.

Se fossero delle opere d’arte?

Sarebbe presuntuoso paragonarsi a delle opere che sono parte intrinseca di chi le ha create, io sarei già felicissimo che assomigliassero e facessero percepire il mio territorio che per me è un opera d’arte della Natura.