Buttafuoco storico di Fabio Marazzi. È la bottiglia che avrei portato all’undicesima edizione del Blind Blogger Tasting.

Ero riuscita a superare le selezioni e felicissima non ho avuto dubbi sulla scelta del produttore della mia regione da rappresentare: Fabio Marazzi.

Perché proprio lui? Per più motivi.

Perché lavora bene, prima di tutto e perché mi ha dato fiducia quando muovevo i primi passi nel mondo del vino, consigliandomi.

Lo scorso anno, durante la pandemia, mi ha invitata alla  presentazione della sua prima bottiglia di Buttafuoco Storico.

Una presentazione che avveniva, per ovvi motivi, a distanza. Fabio mi ha fatta sentire molto vicina alla sua azienda, alla sua realtà, alla sua famiglia, al suo lavoro.

Ho degustato questa bottiglia sabato sera durante l’evento di presentazione della guida I vini del cuore condividendolo con gli autori dei testi, perché Pianlong è uno dei miei vini del cuore…

Pianlong 2017 è un vino dal colore rosso rubino intenso, deciso. Al naso offre note fruttate. Frutti rossi, mora, prugna anche in confettura. Note speziate, chiodi di garofano e pepe. Tostatura.

All’assaggio, caldo con buon corpo e persistenza. In questo vino c’è tutta la dedizione di questo produttore per la vigna e la cantina, l’espressione fedele di questo territorio.

Un vino che nasce da vitigni definiti talvolta “rustici” e che nella sua austerità svela un lato elegante.

Buttafuoco Storico Scuropasso Buttafuoco Storico Scuropasso

 

Con questa bottiglia Fabio è entrato nel Club del Buttafuoco storico, di cui fanno parte, attualmente 16 aziende: Alessi Roberto, Calvi Davide,  Colombi Francesco, Colombo Carla, Diana, Fiamberti Giulio, Giorgi, Giorgi Franco, Maggi Francesco, Piccolo Bacco dei Quaroni, Piovani Massimo, Poggio Rebasti, Riccardi Luigi, Scuropasso, Tenuta La Costa, Quaquarini Francesco.

Questo Club nasce il 7 febbraio del 1996 grazie a undici giovani viticoltori con l’obiettivo di

  • ricercare i territori più vocati alla produzione del Buttafuoco
  • controllare l’intera filiera di produzione
  • promuovere il vino Buttafuoco, portandolo al livello dei grandi vini fermi italiani

Con uno statuto registrato il 5 marzo del 1996, il Club ha un regolamento che prevede regole molto rigide, come:

  • il posizionamento delle vigne da cui si ottiene questo vino all’interno della “zona storica” e con iscrizione all’albo vigneti della CCIAA con il nome tradizionale
  • le pratiche colturali devono avere come obiettivo la ricerca della massima qualità e il rispetto dell’ambiente
  • sono ammesse solo forme di allevamento a vegetazione ascendente
  • sono ammesse solo uve autoctone dell’Oltrepò: Croatina, Barbera, Uva Rara, Ughetta di Canneto
  • la vendemmia deve essere effettuata solo dopo una data stabilita da una commissione di campagna e deve essere rigorosamente manuale
  • la vinificazione delle uve deve avvenire in un unico vaso vinario con un risultato che non può essere modificato
  • il vino deve affinare per almeno 12 mesi in legno di rovere e affinare in bottiglia per sei mesi
  • il Buttafuoco deve essere analizzato da una commissione di cantine che attribuisce un punteggio espresso in fuochi

La zona di produzione di questo vino è lo sperone di Stradella, zona considerata importante per la produzione di vini da invecchiamento.

La bottiglia, scura, riporta il marchio del club: un ovale a ricordo della botte tipica dell’oltrepò Pavese. Sotto la scritta Buttafuoco e due nastri a rappresentare i due torrenti, Versa e Scuropasso che delimitano la zona storica di produzione. Nell’ovale, un veliero con vele infuocate, a ricordo della nave Buttafuoco varata dalla Marina Imperiale austro-ungarica nella seconda metà del 1800.

Il nome sembra derivi da una battaglia perduta da una compagnia di marinai imperiali. Impegnati in  operazioni di traghettamento sul fiume Po nei pressi di Stradella e nella guerra contro i franco-piemontesi, anziché svolgere i compiti militari si fecero sedurre dal vino del luogo chiamato Buttafuoco.