La storia del Madeira è legata a una leggenda che vede come protagonisti un capitano e un re.
Secondo la leggenda, nel 1418, il capitano Gonzales Zarco detto il Guercio, approda sull’isola di Madeira su incarico del Re del Portogallo con il compito di conquistare l’isola.
L’isola, in una posizione strategica per la conquista delle Americhe, era ricoperta da una fitta e rigogliosa foresta, risultava impenetrabile. Il metodo più rapido per renderla meno impervia ed abitabile sembrava essere quello di appiccare incendi. Ma, come in tutte le leggende rispettabili, l’imprevisto prende il sopravvento.
Un incendio di dimensioni enormi ed incontrollato finisce per bruciare l’isola. Sette anni di incendi senza tregua.
Tutto il legno, trasformato in cenere, diventa il substrato adatto alla coltivazione della vite, della canna da zucchero e del banano.
Di qualità dubbia, il vino prodotto con le prime vendemmie, riesce a guadagnare mercato solo dopo la fortificazione, introdotta come pratica dai nel 1489, impiegata per garantire la conservazione durante i lunghi viaggi, specie verso le Americhe.

È grazie a questi lunghi spostamenti che ci si accorge del Madeira. Questo vino, usato come merce di scambio, veniva sistemato in fondo alle stive. Se non veniva consumato per intero e rimaneva invenduto, ritornava al porto di Madeira. Questo tempo “a bordo” con umidità e sbalzi termici regalava al vino struttura e complessità.
Una volta messo questo vino così invecchiato sul mercato, viene ben accolto dai consumatori fino a diventare un successo mondiale.
Ovviamente la produzione di questo vino richiedeva tempi molto lunghi e costi eccessivi. L’attenzione dei produttori porta però ad una scoperta: il segreto di questo vino era negli sbalzi di temperatura.
Per copiare l’azione del tempo le botti vengono poste al caldo dei sottotetti d’estate e nei seminterrati d’inverno. Ancora oggi, la tipologia più pregiata di Madeira viene prodotta con questo sistema di invecchiamento, facendo spostare le botti su rotaie dai piani inferiori a quelli superiori e viceversa.
Un altro metodo impiegato per la produzione dei Madeira era quello di riscaldare il vino all’interno di stufe. Dopo tre mesi di acciaio il vino veniva scaldato fino a 60°. Il colore passava dal rosso all’ambra pronto per acquisire sentori ossidati.
Grazie alle pratiche religiose questo vino raggiunge un grande successo. Le prime Barbatelle provenienti dalla Grecia e vinificate per l’ impiego nelle pratica liturgiche erano di Malvasia (malmsey). Garantivano un residuo zuccherino ed un buon corredo aromatico.
E ancora oggi è il più coltivato.
Curiosità:
Il Madeira è uno dei pochi vini indistruttibili, una bottiglia aperta può durare mesi e addirittura anni. Bottiglie di inizio secolo scorso sono ancora bevibili e questo grazie a fortificazione + ossidazione controllata + calore.
Sembra che il Madeira fosse uno dei vini preferiti da Thomas Jefferson e che se ne bevve parecchio per la firma della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti nel 1776.